Ieri giacevo malata a casa,
dolorante e deboluccia.
Nel pieno della terza pennica
della giornata, mi sveglia il citofono.
Apro gli occhi, ma nemmeno mi
alzo, sarà qualche scassaminchia con la pubblicità. Prendo il telefono per
vedere l’ora e trovo 6 chiamate della mia genitrice.
Sarà morto qualcuno, penso. La
richiamo: mi risponde sbraitando e mezza affannata che ha provato a chiamarmi
tantissime volte e che sta salendo le scale. Di casa mia.
Quindi con somma gioia, mi alzo
dal letto di morte e vado ad aprirle la porta.
Il primo impatto è quello dell’accecamento:
mia madre infatti per il pomeriggio ha deciso di mettersi in tenuta da
pappagallo di Copa Cabana, un’ondata di verde azzurro bianco blu elettrico mi
investe con violenza.
Dopodichè inizia la via Crucis.
Per la sottoscritta ovviamente.
Stazione #1
Lei: stai male? Perché stai male?
Hai preso le medicine? Quando fai le analisi? Quando ti operano ai denti? Perché
non compri le vitamine? Hai gli occhi gonfi, hai ancora l’allergia? Hai finito
gli antistaminici?
Io: …..
Stazione #2
Mia madre apre il frigo e mi
dice: non compri mai le verdure, per questo stai sempre male.
Ha il coraggio di dire questo di
fronte a un cassetto contenente fagiolini, peperoni, zucchine, rughetta e
pomodorini.
Ma no, io non compro mai le
verdure.
Stazione #3
Mia madre si reca sul balcone e
trova il posacenere con qualche cicca di sigaretta.
-
“Mio Dio quante sigarette! Ma D. ancora fuma? Devi
farlo smettere di fumare! Digli che deve smettere!!! Con la tua allergia il
fumo è veleno!”
-
“ma mamma fuma sul balcone, non dentro casa….”
-
“il fumo passivo!!! Il fumo passivo!!!! Ti arriva
lo stesso!!!”
A quanto pare secondo mia madre
il fumo passivo arriva pure se chi fuma lo fa a metri quadri di distanza.
Stazione #4
La differenziata.
Mi chiede: Hai cento bottiglie di
plastica sul pavimento. Perché? Le butti separatamente?
Rispondo: si mamma, la plastica
la butto a parte.
Lei: ah bene.
Poi però, dopo tre secondi entro
in cucina e vedo una busta di immondizia più grande di me chiusa e pronta per
essere buttata, ovviamente con organico e plastica messa insieme.
Allora io dico: che minchia me l’hai
chiesto a fare se faccio la differenziata.
Stazione #5
Ormai inerte, abbattuta dal peso
della malattia e della rottura di coglie, ecco che mia madre sferra il colpo di
grazia, ma prendendola alla lontana:
“ho visto un annuncio di una casa
in vendita, qui su questa via. Due camere da letto, due bagni, box auto e
giardino. Perché non vendi questa casa (ndr: comprata solo sei mesi fa, a
seguito della compravendita più allucinante della storia, interamente seguita
dalla sottoscritta; con doppio trasloco sempre seguito dalla sottoscritta) e ti
compri quella? Così D. non deve girare tanto per il parcheggio”.
Sì certo mamma, è questa la
ragione per cui vuoi che compri una casa con una camera in più. Non per il
nipote che vuoi tanto avere, ma perché così D. non smadonna per cercare
parcheggio.
Io ormai allibita, non ho nemmeno
la forza di rispondere: ma/cosa/cazzo/dici.
Ed ecco il colpo mortale:
“HAI PRESO QUALCHE DECISIONE
RIGUARDO IL TUO FUTURO?”
ed io: Madre, che cosa vuoi? Che decisione?
E lei ripete: “Hai preso qualche
decisione per il tuo futuro?”
La guardo malissimo, al che si
decide:
“QUANDO TI SPOSI???”.
Ecco, game over, colpita e
affondata.
Davanti a me vedevo solo scorrere
in loop la parola: EUTANASIA.
Morale: se giacete malati a casa
non avvertite mai la vostra genitrice della cosa, perché approfitterà della
vostra debolezza fisica e mentale per farvi tutte le domande a cui normalmente
rispondereste: Ah ma’ nun rompe le palle.
La prossima volta piuttosto vado
a lavoro con quaranta de febbre.
Cia’.
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