venerdì 23 maggio 2014

Parigi vs Roma. 1 a 0, palla al centro.

Come sbandierato a destra e a manca, di recente ho fatto una veloce capatina nella capitale franzosa.
Non era la mia prima volta, ma se in passato tornavo non sapendo decidermi se Parigi fosse superiore a Roma o meno, stavolta non c’è trippa per gatti: Parigi vs Roma = partita non disputabile perché Parigi gioca in serie A, Roma in serie C2.
Mi costa ammetterlo, ma siamo stati SURCLASSATI. Cioè, altro che la capata di Zidane a Materazzi….c’hanno fatto un culo così.
Non si parla ovviamente di bellezza architettonica o di patrimonio storico.
Qua si parla di ciò che rende una città vivibile e citizen friendly, si parla di questo:
# rete trasporti pubblici
Un’immagine vale più di mille parole:



Ahem….
Credo non serva didascalia sotto ogni immagine.
#Valorizzazione della periferia
Io in periferia ci abito. Meno periferia di altre, ma sempre periferia.
E mi rendo conto che la differenza tra periferia e zone più in a Roma si nota.
Invece a Parigi no. A Parigi in quartieri in teoria periferici, trovi comunque bellissimi palazzi, aree verdi a gogo, bei negozi, bei ristoranti, tanto che ti poni la domanda: ma siamo sicuri di essere in periferia?
A Parigi, in periferia, ho visto un parco meraviglioso con una cascata, un tempietto, una veduta panoramica dell’intera città, un ponte e distese sterminate di prati.
A Primavalle, se voglio andare al parco, posso andare qui:









Per dire, il giardino della vecchiaccia vicino casa è meglio.
# Assenza di traffico
Ultimamente mi rendo conto di autolimitarmi nel fare le cose.
Cioè evito di andare in certi posti in certi orari, perché so che rimarrei imbottigliata in un vortice di traffico e bestemmie (tipo: Trastevere il sabato sera).
Dai franzosi, non ho visto mezzo centimetro di traffico manco a pagarlo. E come potrebbero del resto con tangenziali a quattro corsie, larghe quanto l’A1?
# Fermento culturale.
In questo Roma, ci prova poverina, ma è tanto tanto difficile. Problema di spazio, di soldi, di mazzette, di tutto.
A Parigi tra mostre, concerti, festival non sapevi dove cazzarola guardare. Oh, in due giorni ho visto manifesti con robetta tipo Damon Albarn, Phoenix, Massive Attack, Rufus Wainwright, Eels e potrei scrivere altre sei ore. Per non parlare degli spazi espositivi dedicati a fotografia, pittura e arti figurative varie.
# Il fiume
Senna e Tevere. Come a dire: Luca Argentero e Bombolo.
Mi sono fatta due passi sul lungo Senna e per quanto rosicavo mi è presa una smania piromane.
Bar, spazi dedicati ai giochi per bambini, barconi su cui si tenevano lezioni di ballo, posti a sedere su lunghe panche di legno…
Sul lungo Tevere i sorci, le zanzare e le bancarelle e i chioschetti d’estate, che per prendere un cocktail devi prendere a gomitate chiunque, dopo una buona dose di bestemmie (vedi sopra per trovare parcheggio).
# La monnezza
Roma ultimamente sta vivendo un difficile momento per quanto riguarda il capitolo monnezza. Secchioni stracarichi, differenziata inesistente, rifiuti ingombranti sotto casa.
A Parigi… Beh non so dove se la mettono, ma vi dico: la monnezza a Parigi non esiste.
Che ci spiegassero come fanno, perché davvero la cosa resta un mistero.
Vabbè basta. Mi sento anche in colpa a parlare così della mia città, che amo tantissimo, davvero, ma ultimamente viverci è diventata una sfida.
Mi consolo continuando a pensare che se pure vivessi lì, poi avrei seri problemi di adattamento.
Non potrei vivere in un posto dove le ragazze sono troppo belle (tacci loro, lunghe come giraffe, inspiegabilmente secche nonostante la burrosissima e pannosissima cucina francese, stilose come poche). La concorrenza sarebbe iniqua.
Non potrei vivere in una città in cui la metro puzza di pipì. Dovunque. Perché poi non lo so, ma tant’è.
Non potrei vivere in una città in cui al bar ti servono una broda carissima e schifosissima che spacciano per caffè.
Infine, l’argomento definitivo, quello che vince su tutto: non potrei vivere in una città senza bidet.
Franzosi ci mangiate in testa, è vero. Ma il culo non ve lo lavate mai.
Ciao.





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