La mia fichissima App My days, mi
informa che tra una settimana esatta mi verrà il ciclo.
E infatti proprio oggi è iniziato
quel fenomeno di cui purtroppo soffro acutamente, chiamato SINDROME
PREMESTRUALE.
Alla sottoscritta la sventura del
ciclo è toccata a 10 anni nemmeno compiuti.
Quindi 10+20=30 sono vent’anni
che combatto con questa cosa chiamata sindrome premestruale e sono altrettanti
gli anni che mi confronto con il maschio che non capisce e di conseguenza si
permette pure di prendersela se una settimanella al mese io rompo il cazzo.
Non stiamo parlando di una
leggera nevrastenia circoscritta ad un limitato periodo di tempo, oh qua il
discorso è serio.
Qua si parla di:
1. Capelli
untissimi due secondi dopo esserti fatta lo shampoo
2. Dolori
e crampi in ordine sparso
3. Fame
vera, quella fame che hai i primi giorni di dieta, dopo l’influenza, in vacanza
in un posto dove ti fa cacare tutto. Fame che non discrimina tra dolce e
salato, fame che vuole tutto e subito, che non rispetta gli orari comandati,
che non guarda in faccia a nessuno.
4. La
lacrima facile.
Piangi per il
motivo serio come per il distributore di schifezze che ti frega i soldi e non
ti rilascia la barretta di Mars, piangi perché ti senti un cesso, piangi perché
non vai al cesso, piangi perché la vita è un cesso.
5. Nervosismo
e irritazione con la pala.
Diciamocelo, con
o senza SPM, la vita è una questione di pazienza. E normalmente se uno più o meno desidera inserirsi nel contesto
civile, DEVE avere pazienza.
Pazienza e
tolleranza. La gente puzza, rompe le palle, non ride alle tue battute, mangia a
bocca aperta, si veste male. Se normalmente riesci a tollerare tutto ciò con
nonchalance, quando sei in sindrome premestruale il killer che alberga in te è
pronto ad uscire fuori e fare la strage del secolo anche solo con lo scopettino
del water in mano.
6. I
brufolazzi. Che non riesci a tenerti lì, sulla faccia. Te li fai esplodere
quando ancora non è il momento di farlo, e ti crei certi di quei crateri che
poi vai in giro e sembri malata di lebbra e la gente ti guarda (nel mio caso) e
pensa: vedi te ‘sti extracomunitari che vengono in Italia a portare le malattie
del terzo mondo.
7. La
vita sessuale si connota di isteria pura: te la do, anzi non te la do più, però
voglio i preliminari e le coccole altrimenti mi sento usata, anzi no i
preliminari perché è meglio una sveltina, sto sopra io, anzi no perché mi si
vede la panza, ma se stai sopra tu non sopporto il peso della vita, figurati quello
della tua persona addosso…. (ecco, forse questo è l’unico frangente in cui se
lui ti manda a fanculo e ti prende a capate in bocca tiene ragione).
Insomma, alla luce di tutto ciò,
lo capisco, un uomo può seriamente considerare l’opzione omosessualità, però
deve anche capire che per le donne non è una scelta essere rompicoglioni, unte,
piagnucolanti e isteriche in quei giorni.
È un fatto di natura. E con la
natura, benigna o maligna che sia, tocca convivere. Pace, stop, punto.
Ciao, ora vado
a comprarmi la Somatoline pancia e fianchi, che mi sento grassa e mi viene da
piangere.
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