venerdì 21 marzo 2014

La sindrome premestruale – e cioè del perché tu, maschio, ce devi sta’ senza rompe li cocommmeri in quei giorni lì.

La mia fichissima App My days, mi informa che tra una settimana esatta mi verrà il ciclo.
E infatti proprio oggi è iniziato quel fenomeno di cui purtroppo soffro acutamente, chiamato SINDROME PREMESTRUALE.  
Alla sottoscritta la sventura del ciclo è toccata a 10 anni nemmeno compiuti.
Quindi 10+20=30 sono vent’anni che combatto con questa cosa chiamata sindrome premestruale e sono altrettanti gli anni che mi confronto con il maschio che non capisce e di conseguenza si permette pure di prendersela se una settimanella al mese io rompo il cazzo.
Non stiamo parlando di una leggera nevrastenia circoscritta ad un limitato periodo di tempo, oh qua il discorso è serio.
Qua si parla di:
1.       Capelli untissimi due secondi dopo esserti fatta lo shampoo
2.       Dolori e crampi in ordine sparso
3.       Fame vera, quella fame che hai i primi giorni di dieta, dopo l’influenza, in vacanza in un posto dove ti fa cacare tutto. Fame che non discrimina tra dolce e salato, fame che vuole tutto e subito, che non rispetta gli orari comandati, che non guarda in faccia a nessuno.
4.       La lacrima facile.
Piangi per il motivo serio come per il distributore di schifezze che ti frega i soldi e non ti rilascia la barretta di Mars, piangi perché ti senti un cesso, piangi perché non vai al cesso, piangi perché la vita è un cesso.
5.       Nervosismo e irritazione con la pala.
Diciamocelo, con o senza SPM, la vita è una questione di pazienza. E normalmente se uno più o meno desidera inserirsi nel contesto civile, DEVE avere pazienza.
Pazienza e tolleranza. La gente puzza, rompe le palle, non ride alle tue battute, mangia a bocca aperta, si veste male. Se normalmente riesci a tollerare tutto ciò con nonchalance, quando sei in sindrome premestruale il killer che alberga in te è pronto ad uscire fuori e fare la strage del secolo anche solo con lo scopettino del water in mano.
6.       I brufolazzi. Che non riesci a tenerti lì, sulla faccia. Te li fai esplodere quando ancora non è il momento di farlo, e ti crei certi di quei crateri che poi vai in giro e sembri malata di lebbra e la gente ti guarda (nel mio caso) e pensa: vedi te ‘sti extracomunitari che vengono in Italia a portare le malattie del terzo mondo.
7.       La vita sessuale si connota di isteria pura: te la do, anzi non te la do più, però voglio i preliminari e le coccole altrimenti mi sento usata, anzi no i preliminari perché è meglio una sveltina, sto sopra io, anzi no perché mi si vede la panza, ma se stai sopra tu non sopporto il peso della vita, figurati quello della tua persona addosso…. (ecco, forse questo è l’unico frangente in cui se lui ti manda a fanculo e ti prende a capate in bocca tiene ragione).
Insomma, alla luce di tutto ciò, lo capisco, un uomo può seriamente considerare l’opzione omosessualità, però deve anche capire che per le donne non è una scelta essere rompicoglioni, unte, piagnucolanti e isteriche in quei giorni.
È un fatto di natura. E con la natura, benigna o maligna che sia, tocca convivere. Pace, stop, punto.
Ciao, ora  vado a comprarmi la Somatoline pancia e fianchi, che mi sento grassa e mi viene da piangere.

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