A trent’anni, se non hai vissuto
in un monastero di clausura aspettando l’aldilà, puoi dirne di averne viste un
po’.
Che siano capitate a te o ai tuoi
amici, il panorama delle storielle si fa sempre più vasto e lo scenario sempre
più squallor (in alcuni casi almeno è così).
Stamattina mi sono resa conto che
quel cavolo di Sex and the City che qualsiasi femmina fatta a femmina ha
seguito con una certa passione negli anni novanta/duemila, non ha pescato i
suoi plot dal nulla, ma che certe cose capitano veramente.
Insomma, oggi voglio solo dire
che certe volte come ci prendiamo per culo noi donne, non ci prende per culo
nessuno. E per prendere per culo intendo dire crearsi una visione immaginaria
parallela, in cui la realtà è fatta di marciume e monnezza, ma tu vedi unicorni
alati e fiorellini color lillà.
Voglio elencare qui tre esempi
piuttosto chiarificatori, che spero possano essere utili a chi leggerà per
capire e auto-addestrarsi a non cadere nel vizio della realtà parallela.
Esempio #1: quando lui ti tiene nascosta a tutto e a tutti manco avessi
il trichomonas virus, ma tu pensi di essere la sua ragazza ufficiale.
È capitato a tutte più o meno, diciamocelo francamente.
Ma io dico: se dopo tot di tempo
di frequentazione questo rapporto non ha mai visto la luce del sole….du’ conti
te li vuoi fare o no? Crediamo a tutto, crediamo che non ha i soldi per andare
a cena, nemmeno da McDonald’s, e quindi preferisce mangiare a casa tua,
crediamo che ama follemente la nostra cucina anche se a tavola portiamo la pasta
con il pesto scaduto, crediamo alla storia che ha una rara allergia alla luce e
la pelle delicata, e che quindi non può uscire perché se no un fascio di luce
lo prende e lui muore.
Passano i mesi, lui non ti
presenta uno straccio di amico, un parente, manco suo cugino di quarto grado.
Ma tu vai avanti, imperterrita, perché quando siamo innamorate non ci sta
niente da fare, siamo cieche sorde e cretine.
Ovviamente storie del genere
finiscono perché lui ad un certo punto se ne trova una di cui non si vergogna e
a te non resta che attaccarti al tram e tirare forte.
Esempio #2: quando lui ti fa le corna, tutti ti dicono che te le ha
fatte, ma tu non ci credi e ti tieni sia lui che le corna.
Insomma lui ti cornifica. E che vuoi fa’,
capita.
Trovi le mutande di un’altra
sotto al sedile della macchina; cammini per strada e la portiera del palazzo ti
dice: “Ammazza signorì che bel vestito che tenevi ieri sera, che bella coppia
tu e il fidanzato tuo”, solo che la sera prima tu stavi a casa con la febbre;
lui ti manda un messaggio pieno d’ammmmore però ti chiama con il nome di
un’altra….
Oh non ci sta niente da fa’, se
non vuoi vede’ non vedi, e partono le giustificazioni….
Le mutande in macchina le avrà
lanciate qualcuno dal finestrino per fare una simpatica burla, la portiera è
‘na rincoglionita, il messaggio era per te, ma ti chiama con il nome di
un’altra per giocare a fare gli sconosciuti e concludere poi con una parentesi
secsi.
Esempio #3: storia tristemente vera. Gli animi sensibili non leggano.
Questa storia (ribadisco, vera) secondo
me è la manifestazione massima ed estrema del nostro essere credulone, sceme e
pronte a tutto, soprattutto quando meno ne vale la pena.
Insomma ci sono lui, lei e
l’altra.
Lui è dal mesozoico che è fidanzato
ufficialmente con una ragazza; ad un certo punto però inizia a tradirla con la
credulona di turno.
Il fatto però è che lui non
ritiene di perpetrare tradimento. Non lo ritiene perché con la credulona, gli
unici rapporti fisici che intrattiene, sono…come dirlo elegantemente? Ecco,
diciamo che non usa la porta principale, ma quella sul retro. Oh, più
elegantemente di così non lo so dire.
Quindi lui tradisce ma non pensa
di farlo, e quindi nei confronti della ragazza ufficiale sta a posto.
La ragazza ufficiale non sa
niente, quindi sta a posto pure lei.
Resta la nostra amica credulona,
che nella vana speranza che lui lasci l’altra per mettersi con lei, accetta
remissivamente di essere trattata come il compagno di cella a Regina Coeli.
Ordunque io dico: Donne
svegliamoci. E se teniamo amiche che rientrano negli esempi 1/2/3 di cui sopra,
svegliamole noi, a suon di schiaffi.
Cia’.
Nessun commento:
Posta un commento