martedì 8 aprile 2014

Le gioie del limone.

La mia amica Flavia una volta ha dichiarato di essere fan del limone.
Io sono d’accordo con lei. Ci sono poche gioie nella vita paragonabili a quella regalata da un limone ben fatto.
Ah, ovviamente parlo del limone inteso come sostantivo della voce verbale LIMONARE.
Se ci guardiamo indietro e ripercorriamo con la mente le tappe importanti della nostra vita, fateci caso, compaiono almeno due o tre baci di quelli stellari, di quelli perfetti, di quelli che svuotano completamente di significato il concetto di spazio-tempo.
La mia carriera limonatoria inizia per sbaglio, in terza media, in una cantina dove si giocava al gioco della bottiglia. Insomma mi capita di baciare il compagnuccio di classe toccatomi in sorte e quello stronzo a tradimento mi infila la lingua in bocca: una roba saettante e scattosa tipo serpente, per niente gradevole, per niente memorabile. E poi a una velocità assurda, sembrava volesse fare i 100 m con la lingua, che shhhhcccchifo, ancora ho i brividi al ricordo.
Quindi non lo considero nemmeno il mio primo bacio.
Il primo bacio quello vero l’ho dato un anno dopo. Da un lato è stato bello, perché poi sarebbe diventata importante la persona con cui l’ho condiviso ed erano speciali anche il momento e la location.
Non è stata affatto speciale la dentata in sincrono che ci siamo dati.
A distanza di anni mi chiedo ancora come abbiano fatto i nostri incisivi a reggere il contraccolpo di quella dentata… per dire, ancora sento con nitidezza il rumore dei nostri denti che fanno STTTTENNNNG, l’eco di quel rumore orrendo che pervade la notte e le nostre cape.
Inoltre la giovine età e l’inesperienza ci hanno impedito, soprattutto a lui, di gestire con moderazione e saggezza il problema salivazione, per cui ho capito cosa si prova a spalmarsi sulla faccia quella crema a base di bava di lumaca che sponsorizzano in tivvù.
Successivamente sono seguiti altri baci, ma quello che ho capito è che raramente il primo bacio in un rapporto è il più bello. Anzi forse questo non capita quasi mai.
I baci sono perfetti quando ci si capisce, quando c’è intesa, quando non si ha fretta, quando si è rilassati. E questi elementi per forza di cose vengono tutti con il tempo.
Il guaio è che superata l’adolescenza si tende a sottovalutare l’importanza del limone, ci si fionda a letto e via. E invece secondo me ci si perde il meglio, o quasi.
Non sottovalutate l’importanza del bacio, non togliete tempo all’attività limonatoria. La pietra pomice sui calli ve la passate un altro giorno, una volta ogni tanto prendete chi vi piace/amate/non trovate repellenti e baciatevelo come se non ci fosse un domani.
Anzi, regalatevi serate fatte solo di limoni, senza dover necessariamente concludere con altro.
E mi raccomando, che siano baci asciutti e intensi, che ci si guardi bene negli occhi, che ci si prenda per mano, che ogni tanto ci si sorrida.
Perché il limone è una roba che fa bene al cuoricino, una carezza per l’anima, davvero.



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