martedì 15 aprile 2014

Scary Date Theory ovvero del peggior primo appuntamento di sempre.

Tempo fa menzionavo su questi schermi l’emozione che si vive prima di un appuntamento galante.
Ma dopo…dopo cosa succede?
Le probabilità che un primo appuntamento sia un successo sono pari a quelle di non beccarsi il colera nuotando nel Tevere: quasi nulle.
Nella mia personale esperienza appuntamentoria ho avuto modo di classificare queste tipologie di soggetti, ciò che scrivo vi serva, dove possibile, ad evitarli come la peste:
# l’autoreferenziale: esisto parlo faccio solo io
Ecco. Se nella borsa ti metti un cric portatile e poi glielo dai ripetutamente sulle gengive, nessuno potrà fartene una colpa.
Questi soggetti esistono solo ed esclusivamente per parlare di sé stessi. Io è il loro pronome personale preferito, tu/egli/noi/voi/essi sono solamente accessori.
Dopo un discorso lungo un’ora e mezza pieno di io io io io, ad un certo punto giusto per prendere fiato e bersi un sorso del cocktail che ha ordinato lui dirà: e tu?
Farete in tempo a dire Beh io…. E già ricomincerà a sproloquiare, incurante che tu lo stia ascoltando o meno.
# il sopravvissuto alle guerre puniche
Questa categoria è terribile. Ognuno di noi si presenta all’appuntamento con il proprio bagaglio di esperienze personali, più o meno sofferte. Però bene o male, un minimo di ottimismo, una luce in fondo al tunnel la facciamo intravedere.
Il mio personale appuntamento con la categoria del sopravvissuto alle guerre puniche si è svolto più o meno così:
IO: beh allora che mi racconti di te?
LUI: mi sono sposato giovanissimo con l’amore della mia vita. Incuranti e incoscienti abbiamo dato alla luce una bimba bellissima come la mamma. Ero convinto di avere tutto, ma poi un giorno ho scoperto che lei era una schizofrenica con svariate personalità, pensavo fosse una restauratrice e invece si spogliava a via Veneto negli strip club, ho trovato nel pc file sulle sue performance, ci siamo separati, e dopo un primo tentativo di perdonarla, ora ci stiamo avviando al divorzio. Ah, la ragazzina la tengo io, che a quella zoccola l’ho diffidata.
IO:…..
(true story)
Ora io dico, con queste premesse, come può quel primo appuntamento non essere anche inevitabilmente l’ultimo?

# il truffatore
Ti imbatti in questa tipologia solo se ti capita di bazzicare quello strano luogo chiamato chat.
Amiche! Romane! Concittadine!
Diffidate di foto profilo prese di sguincio, di tutti i filtri Instagram possibili e immaginabili, del chiaro scuro, del bianco e nero, dei soggetti che si ritraggono solo seduti!
Pensate di incontrarvi con uno più o meno normale e vi ritrovate sedute con un tizio alto 1.50, che si è fatto esplodere una bomba in bocca e poi si è fatto rimontare i denti a casaccio, che si compra i vestiti da Prenatal e che, cosa più grave di tutte, non ha la benchè minima percezione di essere il mostro che è.
L’unica cosa da fare in questi casi è la denuncia.
Siete vittime di truffa tale e quale a quelli che si compravano il ciondolo del Mago Do Nascimento nei programmi di Wanna Marchi.

# il maniaco
Con il maniaco la conversazione si svolge più o meno così:
-          Ciao piacere, io sono Ayesha.
-          Ciao, ti amo. Vuoi venire a cena da me, fare un figlio, sposarci e amarci per sempre?
Inutile dire che questi tizi hanno problemi affettivi di natura congenita, tendono naturalmente ad accollarsi, se gli dai un minimo di corda te li ritrovi sotto casa e poi non li schiodi manco con la municipale.

 # il comunista fuori tempo massimo
Per carità, c’è a chi questa categoria piace, su di me francamente non esercita tutto questo fascino.
Li riconosci subito, sembra che si siano appena alzati dal letto, tutti scompigliati, look da giovine intellettuale di sinistra degli anni settanta, hanno una sciarpa rossa intorno al collo, la giacca di vellutino a coste, pantaloni sformati e il Manifesto sotto braccio.
Ti portano a bere su un marciapiede al Pigneto, con una bottiglia di vino portata da casa e aperta con il cavatappi chiesto in prestito dal bangalese dietro l’angolo.
Sono sognatori, pieni di poesia, ma talmente dissociati dalla realtà, che o decidi di adottarlo per prenderti cura di lui o le prendi a pizzoni per svegliarlo e regalargli il primo vero contatto con il mondo reale.
 


Ovviamente le categorie sono molte di più, ma per fortuna mi è stato risparmiato di conoscerle tutte.

Ed ovviamente, poi ci sono quelle categorie di uomini, che al primo appuntamento danno tutto un altro senso, meno trash, meno tragico, meno patetico (e che la Madonna addolorata li benedica tutti).

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